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feroci contro i ministri del principe. A questo spettacolo cominciò DONATO il primo a predicare, alla moltitudine colà raccolta, le verità evangeliche, ed i misteri cristiani, quindi Macario e poscia Teodoro, ai quali applaudendo il popolo ad alta voce, un numero grandissimo di gente di ogni ordine e condizione fu convertito alla fede. Appena cessò Teodoro a parlare, un forte terremoto scosse la città, pose in rovina varii fabbricati, ed impose talmente il terrore e lo spavento, che tutti fuggendo, rimasero

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soli nel mezzo dell' anfiteatro i tre confessori, sciolti dalle catene per disposizione del Cielo; ed ammoniti di fuggire il tiranno, ascesero sopra una nave e nel corso di dodici giorni di navigazione, con prospero vento, arrivarono in Alessandria. Proseguirono quindi il viaggio terrestre, e giunsero nell'africana città di Thmui, ove reggeva quella chiesa il santissimo vescovo Filea, il quale nell'anno 305 al 4 di febbrajo fu onorato di glorioso martirio.

Con segni visibili del volere del Cielo, per consenso generale del clero e del popo

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lo, a Filea fu surrogato DONATO, il quale,
ordinati Macario a sacerdote, e Teodoro a
diacono, governò con essi santamente quella
chiesa, per il corso di circa quindici anni
e poscia riportò la palma del martirio intor-
no l'anno 320, cinquantesimo dell'età sua,
avendo l'impero di Oriente, Licinio, che al-
lora crudelmente infieriva contro i cristiani.

93. S. GIROLAMO in latino Hieronymus, di Sdrigna. il più sapiente dottore della chiesa latina, che l'onorò col titolo di Massimo, fu figlio di Eusebio, e nacque nel castello di Stridone, oggidì Sdrigna nel marchesato di Pietra-Pelosa, diocesi di Capodistria (a) in

(a) Nel lavoro della presente Biografia, avendo, sino da quattro anni, preso ad esame l'argomento della patria di S. Girolamo, mi sono convinto, ch'esso fu istriano, come dal contesto de' suoi medesimi scritti mi apparve. Per dilucidare questo punto estesi un opuscolo di 101 pagine, col titolo: Della Patria di S. Girolamo, e della lingua Slava, relativa allo stesso, e fu stampato in Venezia nel 1824 per Picotti. Dimostrai nel medesimo: 1 Che Sdrigna nell'Istria fu la patria di S. Girolamo. 2 Che la lingua slava era incognita ad esso:

torno l'anno 331 secondo la più comune opinione (b), e secondo il Muratori nel 341.

no.

3 Ch' egli non tradusse in slavo i libri sacri, il Messale, ed il Breviario glagolitici. 4 Che non fu l'autore dell' alfabetto glagolitico detto gerominia5 Che al suo tempo non era peranco introdotta la lingua slava nella di lui patria, e nel le provincie situate alla sponda destra dell'Adriatico. 6 Che alla di lui età, nè in precedenza, e durante l'impero romano, la lingua slava e la illirica non furono una medesima lingua. 7 Dissi finalmente, che introdotti i slavi nel settimo secolo nell'illirico la lingua di questa nazione assunse il nome della provincia; e slavo ed illirico divennero sinonimi.

In quell' opuscolo io diedi urbano eccitamento ai dalmati, ed ai pannoni, a comunicarmi i loro pensieri di opposizione e convincermi: o a cedere il posto, od a ritenerlo con più diritto, essendo questo il mio desiderio. Un silenzio di quattro anni mi parve sufficiente includere nella Biografia per istriana S. Girolamo. Ho esteso l'articolo, l'ultimo riservato, e passai allo stampatore il primo volume per la pubblicazione. Nel mese di giugno di questo

(b) Schoel. Abregée de la Letterature romaine. Paris 1815. I. IV. pag. 45. Il padre Dolci nella vita di S. Gerolamo Ancona 1750. ritiene l'opinione del Muratori.

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