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possono un numero maggiore. Se contemplato avessi soltanto gl' uomini illustri, avrei potuto allungar la leggenda ad un centinajo; ho estesa però ad un numero maggiore l'opera coll' includere i distinti, dandovi il titolo più modesto di Biografia degli uomini distinti dell' Istria. A taluno ciò potrebbe sembrar forse strano, giudicando che sarebbe stato miglior consiglio limitarsi ad un ristretto numero di grido marcato, di quello che far massa di minutaglia e di volgo: alla quale riflessione io rispondo, che ogni cosa distinta, quantunque non fosse di una grande entità, tuttavia per una patria diviene una gemma; e che quando un pubblico monuuna storia, un libro a stampa, un diploma, od altro parla onorevolmente di un soggetto, non può questo essere trascurato; ma deve esserne caro il nome alla patria, e degno di essere registrato nelle patrie memorie. Tali sono appunto i distinti commeTOMO I.

mento,

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morati nel mio lavoro, ed ogni patriotta troverà soddisfazione in ciascuno di essi, fosse egli anche mosso soltanto da una semplice curiosità naturale. Quello poi, che non amasse al minuto la cosa, prenda i principali soggetti, si fermi su d'essi, e sugl'altri facendo come Dante c'insegna: guarda, e passa.

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CAPITOLO I.

EPOCA ROMAN A.

Mi piacque dar principio al lavoro dall'epoca Romana, perchè trovai nella medesima dei caratteri marcati, e di un illustre e celebre nome, li quali degnamente, ed a patria gloria dovevano essere rammentati: ed ho voluto innoltre prendere quell'epoca, per far presenti ai miei concittadini dei memorabili quadri di antichità, onde animarli allo studio dell' archeologia, il quale, oltre all' utilità che ne porta per l'erudizione e per la storia, non è certamente privo di aggradevole soddisfazione e diletto, quantunque sembrar potesse, di primo tratto, arido e strucchevole.

A questa voce archeologia sento risvegliarmisi nell' animo un tenero sentimento di

riconoscenza per la bontà, con cui nel giorno 12 luglio del decorso anno 1827, condotto dal chiarissimo e dotto ab. Carlo Fea all' accademia archeologica di Roma, all' aprirsi di quella sessione intesi il mio nome, trasandato ogni rigor di legge, proposto per acclamazione, ed acclamato in membro corrispondente di quell' illustre Istituto. Colgo quest' occasione per manifestare pubblicamente la mia gratitudine a quel dottissimo consesso di porporati, di prelati, e di celebri archeologi, che formano tutti il primo fiore della sapienza e delle virtù di quell' eterna capitale delle arti belle, dell'antichità, della religione, e del mondo.

In Epulo, ultimo re dell'Istria, troveremo un luminoso esempio di valore, di coraggio, di eroica fermezza nell' avere battuti più volte i romani, ottenute le spoglie opime, al dire di Floro, e vinto con piena disfatta, e completa vittoria il campo al Ti

mavo; vittoria che portò lo spavento a Roma, ordinandosi pubbliche preci a salvezza delle legioni; ma vedremo avvilito e depresso tanto valore dalla gozzoviglia e dal vino, in cui immerso il re vittorioso, lasciando fuggire il corso della vittoria, fu dal nemico attaccato di notte, battuto, disperso, inseguìto, e di vicenda in vicenda sempre a disperato partito condotto, chiuso in fine cogli ottimati in Nesazio capitale del regno, ridotto all' ultimo cimento, scelse morte onorata, trafiggendosi il petto col ferro, anzichè servire a miserando spettacolo di trionfo al superbo console Claudio, perdendo così per un vizio il regno e la vita. Ci sarà questo esempio di scorta salutare per stringere la fortuna pel ciuffo, quand' ella ci arride, armarsi di coraggio e fermezza negli incontri opportuni, e fuggir con orrore la crapula, ed il vino, vizj capitali, che avviliscono l'umana ragione, deturpano ogni

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