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Boarelli Luisa. Leggendo il canto V del Purgatorio di Dante. (Nella publicazione intitolata Nel XXV anniversario delle nozze dei reali d'Italia Umberto I e Margherita : omaggio della scuola superiore femminile Margherita di Savoja. Torino, tip. eredi Boita, di Bruneri e Crosa, 1893, in 89).

(171 Bouvy. E. Dante et Vico. (In Annales de la faculté des lettres de Bordeaux. 1892).

(172 Browning Osoar. - The Religion of Dante. (In Religious systems of the world. London, 1892).

(173 Busoaino-Campo Alberto. Ancora della « lupa di Dante. (Nel Lambruschini. Anno III, n. 8).

Nella lupa è da riconoscere non la cupidigia, come vorrebbe il Poletto, ma sibbene quell'avarizia che il mondo attrista puttaneggiando co' regi, e che il veltro avrebbe politicamente rimessa nell' inferno, liberando il Vaticano e le altre parti di Roma, consacrate dalle sepol. iure de martiri, da un adultero, di cui la malaugurata dote di Costantino era esclusivamente cagione.

(174 Il concetto fondamentale della divina Commedia. (Ivi, no. 9). Che Dante, nello scrivere il suo poema, si proponesse un doppio scopo politico e religioso, è reso manifesto dalle proprie parole di lui sin dal principio del canto II dell' Inferno. Idea fissa di Dante era che la società umana, per conseguire la felicità terrena e l'eterna, cioè la pace, a cui la Provvidenza l'aveva disposta (Purg., V, 61-63 e De Monarch. I, 5) dovesse riordinarsi, secondo la dottrina cristiana, dando a Cesare quel che è di Cesáre, e a Dio quel che è di Dio. Cioè, restituendo al pontefice, capo della chiesa di Gesù, la condotta esclusiva delle cose spirituali, è all'imperatore, capo dell' unico stato, quella delle temporali (Purg., XVI, 85-132; Parad., V, 76-78). E perchè a persuaderne le genti in così fiero contrasto di passioni e di parti, credeva non potesse bastare il corto andare della speculazione, prescelse la via lunga dell'esperienza (inferno, XVIII, 48-50 ; Purgatorio, XXVI, 75), facendosi mostrare ad esempio, in tutti i tre regni dell' oltretomba, pur l'anime che son di fama note (Parad., XVII, 136). E cotesta esperienza, da cui è sanato l'umano arbitrio (Purg., XXVII, 127-142), rende ragione del trionfo finale, nel paradiso terrestre, della mistica Beatrice simboleggiata nella Portinari; il quale, a' tanti che guardano da un diverso aspetto le cose, riesce necessaria. mente un mistero. Chi osservi, infatti, che a questa è dato l'attributo di onniveggenza che compete esclusivamente a Dio (Inf., X, 131; Parad., XXI, 50), e che essa agli occhi di Dante appare vestita de colori delle tre virtù teologali e del simbolo della pace (Purg. XXX, 31-33), si convincerà che sotto il nome di Beatrice non è rappresentato altro che la sapienza ordi. natrice di Dio, rivelata al mondo dalla scrittura e dal verbo che però in quel trionfo l'accompagnano. E le vicende della chiesa e dell'impero vi sono narrate simbolicamente a figurare, come epilogo del fatto viaggio, il disordine sociale d'allora, e la necessità del ritorno dell'una e dell'altro al tipo cristiano della religione e della politica (Purg., XXXIII, 34-45). (175

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Cesari Augusto. La morte nella « Vita nuova ». (Recensione firmata F. G., in La Biblioteca delle scuole italiane. Vol. V, no, 15).

L'autore, concentrando la sua attenzione su Dante e cercando di chiarire il concetto che egli aveva della morte e i modi suoi di rappresentazione della medesima, fa opportuni paragoni col Peirarca ed i petrarcheschi, con tutta la scuola del dolce stil nuovo, col Boccaccio e con altri poeti, fin col Graf. In questo lavoro v'ha del buono assai. - Cfr. no. 46. (176

Chéranoé (De) L. – Saint François d' Assise. 6e édition. Paris, libr. Poussièlgue (impr. Mersch), 1892, in 189, di pagg. XXIV.431.

(177 Faloci-Pulignani M. - Le relazioni tra san Francesco d'Assisi e la città di Foligno. Foligno, tip. Artigianelli di san Carlo, 1893, in 8°, di pagg. VIII-49.

Sommario: Prefazione. 1. Il maestro di san Francesco; 2. Una visione di san Francesco in Foligno; 3. San Francesco vende i panni in Foligno; 4. San Francesco istituisce in Fo. ligno un convento per i suoi frati; 5. I folignati a santa Maria degli Angeli; 6. San Francesco e una visione di fra Elia in Foligno; 7. San Francesco istituisce il monastero di santa Caterina; 8. Il beato Matteo da Foligno, discepolo di san Francesco ; 9. Il beato Martino da Foligno, discepolo di san Francesco; 10. Il beato Ermanno da Foligno, discepolo di san Fran: cesco; 11. Il beato Leonardo da Foligno, discepolo di san Francesco; 12. Due miracoli di san Francesco; 13. Alcuni folignati francescani del secolo XIII.

(178 Filomusi-Gueli Lorenzo. Una questione di costruzione. Verona, Donato Tedeschi e figlio, edit., (stab. tip. G. Civelli), 1893, in 16°, di pagg. 7.

Intorno al terzetto 79.81 del XXIII canto di Paradiso. L'opuscolo è estratto dal no. 12 del vol. V de La Biblioteca delle scuole italiane.

(179 Formont Maxime. Le véritable genie du Dante. (In Revue de la Société des études historiques. Serie IV, vol. IX).

(180 Funai Mario. Note dantesche. (Recensione in Nuova Antologia. Terza serie, vol. XLVI, fasc. XIII). Favorevole.

(181 Hartwig 0. Florenz und Dante. (In Deutsche Rundschau. Anno XIX, no. 2). Fine.

(182 Kradolfer J. -- Die anticlericalen Stellen bei Dante. (In Protestantische Kirchenzeitung, 1892, ni. 46-49).

(183 Lessona Maroo.

Lisini Alessandro. Nuovo documento della Pia de' Tolomei figlia di Buonincontro Guastelloni. (Annunzio bibliografico nel Giornale storico della letteratura italiana: Vol. XXI, fasc. 62 e 63).

Il Lisini publica un atto, da lui medesimo scoperto, dal quale risulta che Pia Guastelloni ne' Tolomei era ancor viva il 21 di agosto 1318, e non può quindi identificarsi con la Pia di Dante. Resta ora a indagare chi questa Pia veramente fosse, e speriamo che il prezioso archivio di Siena, abilmente frugato, risponda anche a questa domanda. Cfr. no. 66. (184

Manno A. – Carlo Vassallo ricordato. (In Miscellanea di storia italiana edita per cura della r. deputazione di storia patria. Tomo XXX, (XV della serie].

(185 Nenoioni Enrico. La lirica del rinascimento. (In Vita italiana del rinascimento. Mi, lano, fratelli Treves, 1893, in 16°). Vi è un accenno al sentimento della natura in Dante Alighierii

(186 Palumbo L. L'invocazione delle leggi romane fatta da Manfredi. Lanciano, stab. tip. Rocco Carabba, 1892, in 8°, di pags. 79.

(187 Prompt Dr. Forme des mionvements circulaires de Dante e de Virgile dans l « En. fer » et dans le « Purgatoire ». Marseille, impr. Barlatier et Barthelet, 1892, in 8°, di pagg. 18.

Cfr. no. 129.

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Cfr. no. 194.

Cfr. no. 192.

Ragnisco P. Della fortuna di san Tommaso d'Aquino nella università di Padova durante il rinascimento. Padova, tip. Randi, 1892, in 8", di pagg. 28.

(189 Rodocanachi E.

Romeo Salvatore. La madonna di Dante. (Annunzio in La Cultura. Anno III della nuova serie, no. 37).

Il Romeo esordisce con un raffronto tra i poeti che hanno cantato la Vergine e l'Alighieri ; quindi esamina quanta parte conceda il poeta alla donna divina, e come dalla religione e dalla divozione verso di lei abbia tratto ispirazione sublime.

(190 Roviglio Ambrogio. La rinuncia di Celestino V: saggio critico-storico. Verona-Padova, fratelli Ducker, editori, (Padova, tip. dei fratelli Gallina), 1893. in 16°, di pagg. 54.

La parte principale nella rinuncia di Celestino l'ebbe il cardinale Gaetani, il quale sali dipoi al ponteficato non contro il volere ma coi favori di Carlo lo zoppo.

(191 Sanesi G. – L'organisation d'une armée italienne (Montaperti, 1260): trad. E. Rodocanachi. Angers, impr. Burdin et C., 1892, in 8°, di pagg. 15.

(192 Soartazzini G. A. Commento alla divina Commedia. (Recensione in Athenaeum.

N. 3401).

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Favorevole. Cfr. no. 168.

(193 Schaff Filippo. Dante Alighieri e la divina Commedia : studio. Prima traduzione itatiana acconsentita dall'autore a cura del prof. Marco Lessona. Torino, Unione tipograficoeditrice torinese, 1892, in 8°, di pagg. Ivj, con tavola.

(194 Sene G. La fisionomia di Dante. (Nel Secolo illustrato della domenica. Anno V, no. 209).

Al Morelli, che ha dedicato la vita a pro' dell'arte vera, spogliandola d'ogni convenzio. nalismo, il Sene invia da Londra, ove dimora, questa lettera aperta, invitandolo a ricostruire la fisionomia del nostro poeta nazionale, la quale ancora giace sotto il colpo fatale che le die' l'arte incolta e non pensante dei nostri maggiori. Dante Alighieri era uomo bellissimo, ma di una bellezza virile: il suo volto, dal naso aquilino, era la fedele espressione della sua mente più che profonda. Eppure nei monumenti, nei quadri, nelle illustrazioni, si vede un Dante con una faccia che si addice più ad una fattucchiera che ad altri: una vera vecchiarella e brutta assai, per non dire uno spauracchio. E, primieramente, Dante avea la barba, una barba nera, ispida e folta ed alquanto ricciuta, della quale fa menzione il Boccaccio due volte o tre nella vita del poeta. Chi vede il ritratto di Giotto non può non innamorarsi della sua fisionomia cosi gentile e così espressiva : ma questo ritratto fu fatto nella giovinezza del poeta, forse sotto i venticinque anni. Abbiamo, è vero, una maschera di Dante: ma senza porne in dubbio l'autenticità, è da considerare la malattia dalla quale l' Alighieri morì, che fu paralisi dietro a febre perniciosa; una malattia che svisa e contrae orribilmente i cadaveri, tanto da Fender deforme anche ogni più bel volto di donna. E poi, per ottener la maschera, è necessario radere il viso del defunto, e ciò dovette accadere anche per Dante. Confrontando la purissima linea del ritratto giottesco si nota come una contrazione violenta assai visibilmente: forse accresciuta da un formatore inesperto. Sarebbe utile che il pennello magistrale di Domenico Morelli si accingesse a rivendicare la calunniata bellezza di Dante.

(195 Spagnotti Pio. La Pia de' Tolomei: studio storico-critico. Torino, G. B. Paravia, 1893, in 16°, di pagg. 64.

(196 Spangeberg Hans. Historische Untersuchungen. XI. Cangrande I della Scala (199113:20). Berlin, Gaertner, 1892, in 8°, di pagg. 219. Cfr. no. 122.

(197 Tarozzi. Il primo canto del Paradiso. (In Rivista etnea. Anno I, no. 1). (198

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Cfr. no. 144.

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Thode Henry. Sind uns Werke von Cimabue erhalten ? (In Repertorium für Kunstwissenschaft. XIII, 1890).

In risposta alla tesi del Wickhoff che nega a Cimabue le opere da tutti gli altri attribui. tegli.

(199 Thomas A. Note sur Fr. Bergaigne traducteur de Danle. (In Revue des bibliothéques. II, ni. 9.10). A proposito del libro dell'Auvray. Cfr. no. 128.

(200 Toynbee. – Dante's Guizzante, the mediaeval part of Wissant. (In Academy. No. 1075). Si riferisce al verso 4 del XV canto dell' Inferno.

(201 Valeggia G. Caratteri dei secoli della letteratura italiana. Lanciano, tip. R. Carabba, 1893, in 16°, di pagg. 60.

(202 Ved1 V. - Dante. Copenhagen, Philipsen, 1892, in 8°.

(203 G. L. Passerini.

Perchè questo bollettino riesca, quanto più è possibile, completo, la direzione prega viva. mente autori, editori ed amici di inviarle libri, opuscoli, riviste o giornali, letterari e politici, contenenti cose dantesche. Di tutte le publicazioni inviate in dono sarà sempre data no.. tizia ai lettori: e delle opere più importanti sarà fatta sempre la recensione nel Giornale dantesco.

Dal rettorato dell' Ateneo pavese perviene al Giornale dantesco, in data del 31 di ottobre, il doloroso annunzio della morte, improv. visamente avvenuta a Pavia, dell'illustre

Dott. ADOLFO BORGOGNONI

professore ordinario di letteratura italiana in quella Università.

Parlare degnamente di lui commemorandone le virtù del cuore e dell'ingegno sarà compito del periodico nostro, che lo ebbe collaboratore, in uno dei prossimi numeri : oggi, coll'anima profondamente contristata, mandiamo un reverente saluto alla memoria del dolce amico, e alla sua vedova e agli orfani il vivo compianto del nostro cuore.

IL DIRETTORE.

Il Giornale dantesco è stato rappresentato ai funerali di Adolfo Borgognoni, che hanno avuto luogo il 2 di novembre, dal Rettore della regia Università di Pavia.

NOTIZIE E APPUNTI.

I giornali han da Trieste : « Il consiglio della città deliberò a voti unanimi di accet. tare il dono degli studenti, provvedendo perchè l' effigie di Dante, scolpita in marmo da Ettore Ferrari, vada ad ornare l'atrio del ginnasio di Trieste. I clamorosi applausi con cui la galleria accolse la deliberazione del consiglio dimostrarono come non sia sfuggito ad alcuno,

eccezione fatta di chi chiude gli occhi quando gli giova di non vedere, l'alto intendi. mento nazionale che inspirò alla studiosa gioventù triestina il nobile pensiero ».

Il Caffaro di Genova del 27 di settembre reca un patriotico articolo di Gaddo Gaddi, dal titolo a Trieste a Dante ».

L'editore S. Lapi di Città di Castello ha publicato il secondo volume della Collezione di opuscoli danteschi inediti o rari diretta da G. L. Passerini. Contiene la seconda parte (Inferno) delle Postille di Salvatore Betti alla divina Commedia.

Il Fobler, nel no. 32 della Deutsche Literaturzeitung discorre con molta lode dei lavori publicati nel I quaderno del Giornale dantesco.

Il comitato centrale della Società dantesca italiana ha publicato testè il primo numero della nuova serie del suo bullettino, col titolo di Bullettino della Società dantesca ita.. liana: : rassegna critica degli studi danteschi. Riservandoci di dar minuta notizia della materia di questo primo fascicolo nel prossimo quaderno del Giornale, plaudiamo alla nuova publicazione affidata alle cure del dr. Michele Barbi, e facciam voti che essa riesca, meglio dell'antico bullettino, a soddisfare i desideri dei soci e degli studiosi.

A Londra è stato recentemente publicato, in edizione di rara eleganza, un libro dal titolo : Dante's Pilgrim 's progress; or « the passage of the blessed soul from the slavery of the present corruption to the liberty of eternal glory. With notes on the way by Emelia Russell Gurney. Il gentile volume è consacrato a lord Bishop of Ripon, in most grateful memory of three lectures given by him in 1884 on the a divine Comedy which awakened the long slumbering desire in the mind of the compiler of this volume to en. deavour to appropriate some part, at least, of our great mediaeval inheritance.

Il comitato esecutivo per un monumento da erigersi a Giotto pittore in Vicchio del Mugello ha tenuto il 15 di ottobre un'adunanza in onore dell'illustre amico nostro Giosuè Carducci ospite a Pilarciano del cav. dottor Luigi Billi.

Il dottore Oddone Zenatti ha finito di curare Le rime de' poeti veneti del secolo XIII che faran parte della Scelta di curiosità inedite o rare del Romagnoli.

La società dantesca americana di Cambridge ha publicato il suo dodicesimo rapporto annuale, contenente, tra altro, un dotto studio del Moore sulle relazioni del De Officiis di Cicerone colle divisioni e l'ordine dei peccati nell' Inferno e l'elenco delle nuove publicazioni entrate, per acquisto o per doni, dal maggio del 1892 al maggio del 1893, a far più ricca la già copiosa collezione dantesca che la benemerita società custodisce in una sezione della bi. blioteca dell' Harvard College.

Proprietà letteraria.

Venezia, Prem. Stab. tipografico dei Fratelli Visentini, 1893.

Leo S. OLSСhki, edit. e propr.

G. L. PASSERINI, direttore,

MASSAGGIA Luigi, gerente respons,

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