Die Göttliche Komödie, Opseg 2

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Herder, 1923
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Stranica 244 - Lasciasser d' operare ogni lor arte ; Ma con piena letizia, l' ore prime Cantando, riceveano intra le foglie, Che tenevan bordone alle sue rime Tal, qual di ramo in ramo si raccoglie Per la pineta, in sul lito di Chiassi, Quand' Eolo scirocco fuor discioglie.
Stranica 246 - Tu mi fai rimembrar dove e qual era Proserpina nel tempo che perdette La madre lei, ed ella primavera. Come si volge, con le piante strette A terra ed intra sè, donna che balli, E piede innanzi piede appena mette; Volsesi in su
Stranica 264 - Senza degli occhi aver più conoscenza, Per occulta virtù che da lei mosse, D...
Stranica 170 - Dall' altra parte in fuor troppo s' approda. Maledetta sie tu, antica lupa, Che più che tutte l' altre bestie hai preda, Per la tua fame senza fine cupa ! O ciel, nel cui girar par che si creda Le condizion di quaggiù trasmutarsi, Quando verrà per cui questa disceda ? Noi andavam con passi lenti e scarsi, Ed io attento all' ombre ch' io sentia Pietosamente piangere e lagnarsi : E per ventura udi...
Stranica 270 - Quando di carne a spirto era salita, e bellezza e virtù cresciuta m'era, fu' io a lui men cara e men gradita; e volse i passi suoi per via non vera, imagini di ben seguendo false, che nulla promission rendono intera.
Stranica 70 - Quand' io che meco avea di quel d' Adamo, Vinto dal sonno, in sull' erba inchinai Ove già tutti e cinque sedevamo. Nell' ora che comincia i tristi lai La rondinella presso alla mattina, Forse a memoria de' suoi primi guai, E che la mente nostra peregrina Più dalla carne, e men da...
Stranica 138 - Esce di mano a Lui che la vagheggia, Prima che sia, a guisa di fanciulla Che piangendo e ridendo pargoleggia, L'anima semplicetta che sa nulla, Salvo che, mossa da lieto Fattore, Volentier torna a ciò che la trastulla.
Stranica 142 - RICORDITI, lettor, se mai nell' alpe Ti colse nebbia per la qual vedessi Non altrimenti che per pelle talpe', Come , quando i vapori umidi e spessi A diradar cominciansi , la spera Del sol debilemente entra per essi : E fia la tua imagine leggiera In giugnere a veder , com' io rividi Lo sole in pria che già nel corcare era. Sì pareggiando i miei co...
Stranica 56 - Là dove più ch' a mezzo muore il lembo. 73 Oro ed argento fino e cocco e biacca, Indico legno lucido e sereno, Fresco smeraldo in l'ora che si fiacca, 76 Dall'erba e dalli fior dentro a quel seno Posti, ciascun saria di color vinto, Come dal suo maggiore è vinto il meno. 79 Non avea pur natura ivi dipinto, Ma di soavità di mille odori Vi faceva un incognito indistinto. 82 Sah't Regina in sul verde e in su' fiori Quivi seder cantando anime vidi, Che per la valle non parean di fuori.
Stranica 24 - Poscia, ch' i' ebbi rotta la persona Di due punte mortali, io mi rendei Piangendo a Quei che volentier perdona. Orribil furon li peccati miei; Ma la bontà infinita ha sì gran braccia, Che prende ciò, che si rivolve a lei. Se il pastor di Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente, allora Avesse in Dio ben letta questa faccia, L...

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