Confessioni e battaglie, Svesci 1-3

Naslovnica
Casa editrice A. Sommaruga, 1883
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Stranica 280 - Sgombra, o gentil, dall'ansia mente i terrestri ardori; leva all'Eterno un candido pensier d'offerta, e muori: nel suol che dee la tenera tua spoglia ricoprir, altre infelici dormono, che il duol consunse; orbate spose dal brando, e vergini indarno fidanzate; madri che i nati videro trafitti impallidir. Te dalla rea progenie degli oppressor discesa, cui fu prodezza il numero, cui fu ragion l'offesa, e dritto il sangue, e gloria il non aver pietà.
Stranica 241 - A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella e santa fanno al peregrin la terra che le ricetta. Io, quando il monumento vidi ove posa il corpo di quel grande che temprando lo scettro a...
Stranica 111 - Io mi son un che, quando Amore spira, noto, ed a quel modo Che detta dentro, vo significando. O frate, issa vegg...
Stranica 250 - Io fui radice della .mala pianta, Che la terra cristiana tutta aduggia Si, che buon frutto rado se ne schianta.
Stranica 250 - O Signor mio, quando sarò io lieto a veder la vendetta che, nascosa, fa dolce l'ira tua nel tuo secreto?
Stranica 234 - Quando un poco talora il dì dormiva, E tu, destar volendo il paradiso, Pian piano andavi che non ti sentiva, E la tua bocca ponevi al suo viso, E poi dicevi con materno riso : Non dormir più, che ti sarebbe rio.
Stranica 132 - Io rinunziai a quella onorificenza e all'annessa pensione. Dopo ciò mi pareva di poter essere libero di mostrare alla Regina che io le ero riconoscente anche di quella che per lei era la somma dimostrazione di stima. In terzo luogo, la Regina è una bella e gentilissima signora, che parla molto bene, che veste stupendamente : ora non sarà mai detto che un poeta greco e girondino passi innanzi alla bellezza e alla grazia senza salutare.
Stranica 246 - E Cipro, ove perpetua Odora primavera, Regnò beata, e l'isole Che col selvoso dorso Rompono agli Euri e al grande Ionio il corso. Ebbi in quel mar la culla: Ivi erra, ignudo spirito, Di Faon la fanciulla; E se il notturno zeffiro Blando sui flutti spira, Suonano i liti un lamentar di lira ! Ond...
Stranica 21 - Se i Juvenilia dovessi risolvermi a lasciarli pubblicare oggi per la prima volta, io, dopo averci pensato su molto o poco, non ne farei probabilmente nulla: tanto essi mi appaiono non pure inferiori, ma per gran parte contrari al concetto che ora ho dell'arte di poetare, tanto questo concetto mi cresce sempre più sublime innanzi con gli anni, tanto compiango e sdegno la vergogna di tutta questa rimerìa italiana. E so che del mio lavoro poetico rimarrà a pena qualche scaglia, e solo a corredo di...
Stranica 195 - ... è, con i suoi intendimenti e instituti di vita, non ha più, o perde ogni giorno più, le abitudini le preparazioni e gli ozi che si richiedono a capire e amare la poesia vera. La borghesia moderna venne a dominare, che non aveva eredità artistica, che non aveva ideale altro che quello del Rousseau : con la rivoluzione francese di fatti incominciano il sentimentalismo fantastico e declamatorio e la prosa poetica. Prima, la Stael e lo Chateaubriand senza né il dono né l'amore del verso ammaliarono...

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