Storia della filosofia: lezioni di Augusto Conti ...

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G. Barbèra, 1882
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Stranica 240 - Esce di mano a Lui, che la vagheggia Prima che sia, a guisa di fanciulla, Che piangendo e ridendo pargoleggia, L' anima semplicetta, che sa nulla, Salvo che, mossa da lieto fattore, Volentier torna a ciò che la trastulla. Di picciol bene in pria sente sapore ; Quivi s' inganna, e dietro ad esso corre, Se guida o fren non torce suo amore.
Stranica 195 - Concreato fu ordine e costrutto Alle sustanzie, e quelle furon cima Nel mondo, in che puro atto fu produtto. Pura potenzia tenne la parte ima : Nel mezzo strinse potenzia con atto Tal vime, che giammai non si divima. Jeronimo vi scrisse lungo tratto De' secoli degli Angeli creati Anzi che l
Stranica 239 - Per la sua forma, ch' è nata a salire, Là dove più in sua materia dura : ' Così l' animo preso entra in disire Ch' è moto spiritale, e mai non posa, Fin che la cosa amata il fa gioire.
Stranica 205 - La contingenza, che fuor del quaderno Della vostra materia non si stende, Tutta è dipinta nel cospetto eterno. Necessità però quindi non prende, Se non come dal viso in che si specchia Nave che per corrente giù discende. Da indi, sì come viene ad orecchia Dolce armonia da organo, mi viene A vista il tempo che ti s
Stranica 155 - Io veggio ben , che giammai non si sazia Nostro intelletto, se '1 Ver non lo illustra, Di fuor dal qual nessun vero si spazia. Posasi in esso come fera in lustra, Tosto che giunto 1' ha : e giugner puollo, Se non, ciascun disio sarebbe frustra: Nasce per quello a guisa di rampollo Appiè del vero il dubbio : ed è natura, Ch' al sommo pinge noi di collo in collo. Questo m
Stranica 248 - E dèi saver, che tutti hanno diletto, Quanto la sua veduta si profonda Nel Vero, in che si queta ogni intelletto. Quinci si può veder, come si fonda L...
Stranica 248 - E sempre di mirar faceasi accesa. A quella luce cotal si diventa, Che volgersi da lei per altro aspetto È impossibil che mai si consenta; Però che il ben, ch' è del volere obbietto, Tutto s'accoglie in lei, e fuor di quella È difettivo ciò ch
Stranica 357 - La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua e conoscer i caratteri ne
Stranica 203 - Ora apri gli occhi a quel ch' io ti rispondo, E vedrai il tuo credere e il mio dire Nel vero farsi come centro in tondo. Ciò che non more, e ciò che può morire, Non è se non splendor di quella idea Che partorisce, amando, il nostro Sire ; Chè quella viva luce che si mea Dal suo lucente, che non si disuna Da lui, nè dall...
Stranica 154 - Ma di' s' io veggio qui colui che fuore Trasse le nuove rime, cominciando: Donne, eh' avete intelletto d' Amore. Ed io a lui: Io mi son un che, quando Amor mi spira, noto, ed a quel modo Che ditta dentro, vo significando. O frate, issa veggio, disse, il nodo Che il Notaro, e Guittone, e me ritenne Di qua dal dolce stil nuovo ch' i

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