Intorno allo spirito religioso di Dante Alighieri desunto dalle opere di lui, Svesci 1-2

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Tip. di F. Andreola, 1839
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Stranica 19 - Se vuoi campar d' esto loco selvaggio ; Chè questa bestia, per la qual tu gride, Non lascia altrui passar per la sua via, Ma tanto lo 'mpedisce che l' uccide : Ed ha natura sì malvagia e ria, Che mai non empie la bramosa voglia, E dopo il pasto ha più fame che pria. Molti son gli animali a cui s' ammoglia, E più saranno ancora, infin che il veltro Verrà, che la farà morir di doglia.
Stranica 159 - Lo maggior don, che Dio per sua larghezza Fesse creando, e alla sua bontate Più conformato, e quel ch' ei più apprezza, Fu della volontà la libertate, Di che le creature intelligenti, E tutte e sole furo e son dotate. Or ti parrà, se tu quinci argomenti, L
Stranica 22 - Perch' ella favorò la prima gloria Di Josuè in su la Terra Santa , Che poco tocca al Papa la memoria. La tua città, che di colui è pianta Che pria volse le spalle al suo Fattore, E di cui è la invidia tanto pianta, Produce e spande il maladetto fiore Ch' ha disviate le pecore e gli agni , ' Però che fatto ha lupo del pastore. Per questo l' Evangelio ei Dottor magni Son derelitti , e solo ai Decretali Si studia si , che pare a
Stranica 202 - Non fu la sposa di Cristo allevata Del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto, Per essere ad acquisto d'oro usata; Ma per acquisto d' esto viver lieto E Sisto e Pio e Calisto ed Urbano Sparser lo sangue, dopo -molto fleto.
Stranica 24 - Nè ch' io fossi figura di sigillo A privilegi venduti e mendaci, Ond' io sovente arrosso e disfavillo. In vesta di pastor lupi rapaci Si veggion di quassù per tutti i paschi... O difesa di Dio, perchè pur giaci!
Stranica 163 - Vergine madre, figlia del tuo Figlio, Umile ed alta più che creatura, Termine fisso d'eterno consiglio, Tu se' colei che l' umana natura Nobilitasti sì, che il suo Fattore Non disdegnò di farsi sua fattura.
Stranica 156 - Or tu chi se' che vuoi sedere a scranna Per giudicar da lungi mille miglia Con la veduta corta d...
Stranica 131 - Nell' ordine ch' io dico sono accline Tutte nature, per diverse sorti Più al principio loro e men vicine; Onde si muovono a diversi porti Per lo gran mar dell' essere, e ciascuna Con istinto a lei dato che la porti.
Stranica 160 - Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente allora, Avesse in Dio ben letta questa faccia, L'ossa del corpo mio sarieno ancora In co' del ponte presso a Benevcnto, Sotti) la guardia della grave mora.
Stranica 164 - Qui se' a noi meridiana face Di caritade, e giuso intra i mortali Se' di speranza fontana vivace. Donna, se' tanto grande e tanto vali, Che qual vuol grazia ea te non ricorre, Sua disianza vuol volar senz

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