Della Commedia di Dante Alighieri, Opseg 2

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per Felice Mosca, 1728
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Stranica 58 - 1 popol tuo l' ha in sommo della bocca. Molti rifiutan lo comune incarco ; Ma '1 popol tuo sollecito risponde Senza chiamare, e grida: Io mi sobbarco. Or ti fa' lieta, che tu hai ben onde, Tu ricca, tu con pace, tu con senno : S' io dico ver, l
Stranica 202 - Facesti come quei che va di notte, che porta il lume dietro e sé non giova, ma dopo sé fa le persone dotte, quando dicesti: ' Secol si rinova; torna giustizia e primo tempo umano, e progenie scende da ciel nova
Stranica 72 - Quando sarai di là dalle larghe onde, Di' a Giovanna mia, che per me chiami Là dove agl' innocenti si risponde. Non credo che la sua madre più m' ami, Poscia che trasmutò le bianche bende, Le quai convien che misera ancor brami.
Stranica 58 - In tutto dall' accorger nostro scisso? Che le terre d'Italia tutte piene Son di tiranni; e un Marcel diventa Ogni villan, che parteggiando viene. Fiorenza mia, ben puoi esser contenta Di questa digression , che non ti tocca : Mercè del popol tuo, che sì argomenta.
Stranica 254 - Avere in sé, mi feria per la fronte Non di più colpo che soave vento; Per cui le fronde, tremolando pronte, Tutte quante piegavano alla parte U...
Stranica 88 - D' intagli sì, che non pur Policreto, Ma la natura lì avrebbe scorno. L' angel che venne in terra col decreto Della molt' anni lagrimata pace, Che aperse il ciel dal suo lungo divieto, Dinanzi a noi pareva sì verace Quivi intagliato in un atto soave, Che non sembiava imagine che tace. Giurato si saria ch' ei dicesse : Ave ; Perocchè ivi era immaginata quella, Che ad aprir l
Stranica 284 - Come balestro frange, quando scocca da troppa tesa la sua corda e l' arco, e con men foga l'asta il segno tocca; 19 sì scoppia' io sott' esso grave carco, fuori sgorgando lagrime e sospiri, e la voce allentò per lo suo varco.
Stranica 70 - . ' Te lucis ante ' sì devotamente le uscio di bocca e con sì dolci note, che fece me a me uscir di mente: e l'altre poi dolcemente e devote seguitar lei per tutto l'inno intero, avendo li occhi a le superne rote.
Stranica 250 - Nell' ora, credo, che dell' oriente Prima raggiò nel monte Citerea, Che di foco d' amor par sempre ardente, Giovane e bella in sogno mi parea Donna vedere andar per una landa, Cogliendo fiori: e cantando dicea : Sappia qualunque il mio nome dimanda, Ch' io mi son Lia, e vo movendo intorno Le belle mani a farmi una ghirlanda. Per piacermi allo specchio qui m' adorno; Ma mia suora Rachel mai non si smaga Dal suo miraglio, e siede tutto giorno. Ell' è de' suoi begli occhi veder vaga, Com...
Stranica 256 - Veniva a me co' suoi intendimenti. Tosto che fu là dove 1" erbe sono Bagnate già dall' onde del bel fiume, Di levar gli occhi suoi mi fece dono. Non credo che splendesse tanto lume Sotto le ciglia a Venere trafitta Dal figlio fuor di tutto suo costume. Ella ridea dall' altra riva dritta, Traendo più color con le sue mani, Che 1

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