La divina commedia

Naslovnica
G. Barbèra, 1892 - Broj stranica: 331
 

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Stranica 1 - Nel mezzo del cammin di nostra vita Mi ritrovai per una selva oscura, 'Che la diritta via era smarrita. Ahi quanto, a dir qual era, è cosa dura, Questa selva selvaggia ed aspra e forte, 5 Che nel pcnsier rinnova la paura ! Tanto è amara, che poco è più morte
Stranica 178 - Considerate la vostra semenza: Fatti non foste a viver come bruti, Ma per seguir virtude e conoscenza. ' 120 Li miei compagni fec'io' sì acuti, Con questa orazion picciola, al cammino, Ch'appena poscia gli avrei ritenuti. E, volta nostra poppa nel mattino, De' remi facemmo ale al folle volo
Stranica 28 - Vuoisi così Colà, dove si puote Ciò che si vuole, e più non dimandare. Ora incomincian le dolenti note 25 A farmisi sentire : or son venuto Là dove molto pianto mi percuote. Io venni in loco d'ogni luce muto, Che mugghia come fa mar per tempesta, Se da contrarii venti è combattuto.
Stranica 125 - Io userei parole ancor più gravi ; Che la vostra avarizia il mondo attrista, Calcando i buoni e sollevando i pravi. 105 Di voi, Pastor, s'accorse il Vangelista, Quando colei, che siede sopra l'acque Puttaneggiar co' regi a lui fu vista ; Quella che con le sette teste nacque, E dalle dieci corna ebbe argomento,
Stranica 5 - se' tu quel Virgilio, e quella fonte, Che spande di parlar sì largo fiume? 80 Risposi lui con vergognosa fronte. O degli altri poeti onore e lume, Vagliami '1 lungo studio, e '1 grande amore, Che m'ha fatto cercar lo tuo volume. Tu se' lo mio maestro e '1 mio autore : 85 Tu se
Stranica 70 - Nota non pure in una sola parte, Come natura lo suo corso prende Dal divino intelletto e da sua arte : 100 E se tu ben la tua Fisica note, Tu troverai, non dopo molte carte, Che l'arte vostra quella, quanto puote, Segue, come '1 maestro fa il discente ; Sì che vostr'arte a Dio quasi è nipote.
Stranica 228 - quali e in sogno ed altrimenti Lo rivocai, sì poco a lui ne calse. 135 Tanto giù cadde, che tutti argomenti Alla salute sua eran già corti, Fuor che mostrargli le perdute genti. Per questo visitai l'uscio de' morti, Ea colui che l'ha quassù condotto. 140 Li prieghi miei, piangendo, furon
Stranica 9 - Pur stabiliti per lo loco santo, U' siede il successor del maggior Piero. Per questa andata, onde gli dai tu vanto, 25 Intese cose che furon cagione Di sua vittoria e del papale ammanto. Andovvi poi lo Vas d'elezione, Per recarne conforto a quella fede, Ch'è principio alla via di salvazione. 30
Stranica 44 - lui del luogo, ove pria stava. Dicendo : O Mantovano, io son Sordello Della tua terra. E l'un l'altro abbracciava. 75 Ahi, serva Italia, di dolore ostello, Nave senza nocchiero in gran tempesta, Non donna di provincie, ma bordello ! Quell'anima gentil fu così presta, Sol per lo
Stranica 261 - tanto grande e tanto vali, Che qual vuoi grazia, ea te non ricorre, Sua disianza vuoi volar senz'ali. 15 La tua benignità non pur soccorre A chi dimanda, ma molte fiate Liberamente al dimandar precorre. In te misericordia, in te pietate, In te magnificenza , in te s'aduna 20 Quantunque in creatura è di bontate. Or questi, che dall'infima lacuna Dell'universo

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