Sulla irta e sullo opere di Girolamo Casio

Naslovnica
tip. S.Montaina e figli, 1902 - Broj stranica: 96
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Stranica 53 - Con lei foss'io da che si parte il sole e non ci vedess'altri che le stelle, sol una notte, e mai non fosse l'alba...
Stranica 54 - Dico, qual vuol gentil donna parere vada con lei, che quando va per via, gitta nei cor villani Amore un gelo, per che onne lor pensero agghiaccia e pere ; e qual soffrisse di starla a vedere diverria nobil cosa, o si morria. E quando trova alcun che degno sia di veder lei, quei prova sua vertute, chè li avvien, ciò che li dona, in salute (5), e sì l'umilia, ch'ogni offesa oblia.
Stranica 53 - Vedess' io in lei pietà: ch'in un sol giorno Può ristorar molt'anni, e 'nnanzi l'alba Puommi arricchir dal tramontar del Sole. Con lei foss' io da che si parte il Sole, E non ci vedess...
Stranica 55 - Quando fra l'altre donne ad ora ad ora Amor vien nel bel viso di costei, quanto ciascuna è men bella di lei tanto cresce '1 desio che m'innamora. I...
Stranica 95 - Pietro Aretino Tu ne dirai e farai tante e tante, lingua fracida, marcia, senza sale, che al fin si troverà pur un pugnale meglior di quel d'Achille e più calzante. 4 II papa è papa, e tu sei un furfante, nodrito del pan d'altri e del dir male; hai un pie in bordello e l'altro in ospitale, storpiataccio, ignorante e arrogante.
Stranica 53 - Petrarca, restituite nell' ordine e nella lezione del testo originario sugli autografi col sussidio di altri codici e di stampe e corredate di varianti e note da Giovanni MESTICA.
Stranica 55 - E qual soffrisse di starla a vedere Diverria nobil cosa, o si morria: E quando trova alcun che degno sia Di veder lei, quei prova sua virtute; Che gli avvien ciò che gli dona salute, E si l'umilia, che ogni offesa oblia.
Stranica 25 - E beato colui che è pazzo, e ne la pazzia sua compiace ad altri ea se stesso ! Certamente Leone ebbe una natura da estremo a estremo, e non saria opra da ognuno il giudicare chi più gli dilettasse, o la vertù dei dotti o le ciance dei buffoni; e di ciò fa fede il suo aver dato a l'una ea l'altra spezie, esaltando tanto questi quanto quegli. E, quando a me si dicesse: — Che vorresti tu essere stato servendogli — come sapete che gli servii: — Virgilio o l'archipoeta? — risponderei...
Stranica 25 - L'archi, messere; perché egli acquistava più, seco beendo in Castello, di luglio il vino temperato con l'acqua calda, che non arebbe guadagnato ser Marone se in laude sua avesse fatto duemillia Eneide e un millione di Georgiche. E non è dubbio che i gran maestri amano più i forti bevitori che i buoni versificatori.
Stranica 80 - ... vezzo, le più saporite e semplici e disinvolte in quel tempo de' segretarii, che se ne scrissero tante e così sudate! E non bastava che dovesse scriver lettere per forza, che volevano da lui anche i capitoli ei sonetti con la coda. — Fateci un capitolo sulla primiera! Compare, scrive il poveruomo, io non ho potuto tanto schermirmi, che pure mi è bisognato dar fuori questo benedetto capitolo e commento della primiera, e siate certo che l'ho fatto, non perché mi consumassi d'andare in...

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