Storia della letteratura italiana, Opseg 1

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Pedone Lauriel, 1859 - Broj stranica: 475
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Sadržaj

Lombardia e Toscana
314
Invenzione delle armi da fuoco Epilogo
324
Francesco Petrarca Suoi primi studj 528
330
Quanto ei fosse onorato dai grandi 358
340
Sua morte Suo ritratto
346
riche pag
348
Cenno sulle opere latine del Petrarca poetiche morali sto II Come i poeti greci e latini consideravan lamore
352
Teoria di Platone intorno allamore
355
La donna presso le genti germaniche 557
356
La cavalleria contribuisce a nobilitar la donna
360
Come i primi poeti italiani e Dante meglio di ogni altro can tasser di amore
361
Petrarca giovossi delle dottrine dei suoi predecessori e più ampiamente lespose
362
Pregi e diſetti del suo Canzoniere
365
Confronto fra Dante e Petrarca 577
387
Abbraccia ogni genere di erudizione
395
Pubblici ufficj da lui sostenuti Suoi amori 597
399
Si parla delle opere da lui scritte e principalmente del Decamerone
403
Altri novellieri italiani Le Cento Novelle il Pecorone di ser Giovanni Fiorentino Franco Sacchetti D
418
Amore per gli studi storici nel secolo XIV
424
Dino Compagni
426
Giovanni Matteo e Filippo Villani
429
Jacopo Passavanti e Domenico Cavalca P 456
439
Fioretti di S Francesco e le Epistolc di S Caterina da Siena
440
il trattalo DellAgricollura di
446
Conchiusione Necessità di studiare i classici italiani
448
Rapido cenno sulla cultura generale in Italia nel secolo XIV
454
Favore dato dai principi agli studj
455
Università scuole e biblioteche erette in quel secolo o
459
Stato delle belle arti
461
Scienze sacre giurisprudenza civile e canonica medicina
465
Alcune parole ai giovani siciliani
467
Autorska prava

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Stranica 259 - Era già l'ora che volge il disio ai naviganti e intenerisce il core lo di c'han detto ai dolci amici addio; e che lo novo peregrin d'amore punge, se ode squilla di lontano che paia il giorno pianger che si more, quand'io incominciai a render vano l'udire ea mirare una dell'alme surta che l'ascoltar chiedea con mano.
Stranica 248 - PER me si va nella città dolente, Per me si va nell' eterno dolore, Per me si va tra la perduta gente. Giustizia mosse il mio alto fattore : Fecemi la divina potestate, La somma sapienza e il primo amore. Dinanzi a me non fur cose create, Se non eterne, ed io eterno duro : Lasciate ogni speranza, voi ch' entrate .' Queste parole di colore oscuro Vid' io scritte al sommo d' una porta : Perch' io : Maestro, il senso lor m
Stranica 135 - Ed io a lui : Da me stesso non vegno . Colui, che attende là, per qui mi mena, Forse cui Guido vostro ebbe a disdegno.
Stranica 276 - Andate, e predicate al mondo ciance, Ma diede lor verace fondamento; E quel tanto sonò nelle sue guance, Si ch'a pugnar, per accender la fede, Dell'Evangelio fero scudi e lance. Ora si va con motti e con iscede A predicare, e pur che ben si rida, Gonfia il cappuccio, e più non si richiede.
Stranica 163 - Sommamente si dilettò in suoni e in canti nella sua giovinezza, ea ciascuno che a que...
Stranica 258 - Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente, allora Avesse in Dio ben letta questa faccia, L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co del ponte presso a Benevento, Sotto la guardia della grave mora. Or le bagna la pioggia e move il vento Di fuor del regno, quasi lungo il Verde, Dov' ei le trasmutò a lume spento. Per lor maledizion sì non si perde, Che non possa tornar l' eterno amore, Mentre che la speranza ha fior del verde.
Stranica 245 - Ond'io per lo tuo me' penso e discerno, Che tu mi segui; ed io sarò tua guida, E trarrotti di qui per luogo eterno , Ov' udirai le disperate strida Di quegli antichi spiriti dolenti , Che la seconda morte ciascun grida.
Stranica 195 - Legno senza vela e senza governo, portato a diversi porti e foci e liti dal vento secco che vapora la dolorosa povertà. E sono vile apparito agli occhi a molti, che forse per alcuna fama in altra forma mi aveano immaginato ; nel cospetto de...
Stranica 176 - Dopo la tratta d' un sospiro amaro, A pena ebbi la voce che rispose, E le labbra a fatica la formaro. Piangendo dissi : Le presenti cose Col falso lor piacer volser miei passi, Tosto che il vostro viso si nascose.
Stranica 271 - In non curar d' argento, nè d' affanni. Le sue magnificenze conosciute Saranno ancora sì, che i suoi nemici Non ne potran tener le lingue mute. A lui t'aspetta ed a' suoi benefici: Per lui fia trasmutata molta gente, Cambiando condizion ricchi e mendici.

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