La divina commedia, Opseg 1

Naslovnica
G. Silvestri, 1829
 

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Stranica 332 - Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre, Non la tua conversion, ma quella dote Che da te prese il primo ricco patre!
Stranica 47 - Acheronte. Allor con gli occhi vergognosi e bassi, Temendo no 'l mio dir gli fusse grave , 80 Infino al fiume di parlar mi trassi. Ed ecco verso noi venir per nave Un vecchio bianco per antico pelo , Gridando: Guai a voi anime prave: Non isperate mai veder lo cielo. 85 I' vegno per menarvi all' altra riva , Nelle tenebre eterne, in caldo e in gelo: E tu che se' costì, anima viva, Partiti da cotesti che son morti.
Stranica 9 - Tal mi fece la bestia senza pace , Che, venendomi incontro, a poco a poco Mi ripingeva là, dove il Sol tace.
Stranica 16 - Alle qua' poi se tu vorrai salire , Anima fia a ciò di me più degna: Con lei ti lascerò nel mio partire ; Che quell' iinperator , che lassù regna , Perch' io fui ribellante alla sua legge, Non vuoi che 'n sua città per me si vegna. In tutte parti impera, e quivi regge: Quivi è la sua cittade, e l'alto seggio: O felice colui , cu' ivi elegge ! Ed io a lui : Poeta, i...
Stranica 158 - E non fe' motto a noi; ma fé sembiante D'uomo, cui altra cura stringa e morda, Che quella di colui che gli è davante: E noi movemmo i piedi in ver la terra, Sicuri appresso le parole sante. Dentro v'entrammo senza alcuna guerra: Ed io, ch...
Stranica 224 - Come l'altre, verrem per nostre spoglie, Ma non però ch'alcuna sen rivesta ; Chè non è giusto aver ciò ch'uom si toglie. Qui le strascineremo, e per la mesta Selva saranno i nostri corpi appesi, Ciascuno al prun dell'ombra sua molesta.
Stranica 532 - ... d'Achille e del suo padre esser cagione prima di trista e poi di buona mancia.
Stranica 284 - Che passa i monti, e rompe mura ed armi; Ecco colei che tutto il mondo appuzza. SI cominciò lo mio Duca a parlarmi; Ed accennolle che venisse a proda, Vicino al fin de
Stranica 567 - Che per l' effetto de' suo' ma' pensieri, Fidandomi di lui, io fossi preso E poscia morto, dir non è mestieri. Però quel che non puoi avere inteso, Ciò è come la morte mia fu cruda, Udirai, e saprai se m
Stranica 43 - Questi non hanno speranza di morte, e la lor cieca vita è tanto bassa, che invidiosi son d' ogni altra sorte. Fama di loro il mondo esser non lassa, misericordia e giustizia gli sdegna: non ragioniam di lor, ma guarda e passa." Ed io, che riguardai, vidi una insegna, che girando correva tanto ratta, che d' ogni posa mi pareva indegna; e dietro le venia si lunga tratta di gente, eh' io non avrei mai creduto, che morte tanta n

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