La divina commedia, Opseg 2

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Fabris, 1843
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Stranica 283 - Io mi son un, che, quando Amore spira, noto ; ed a quel modo Che detta dentro, vo significando."
Stranica 47 - Poscia ch' i' ebbi rotta la persona Di due punte mortali, io mi rendei Piangendo a quei che volentier perdona. Orribil furon li peccati miei ; Ma la bontà infinita ha sì gran braccia, Che prende ciò, che si rivolge a lei. Se il pastor di Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente, allora Avesse in Dio ben letta questa faccia, L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co...
Stranica 324 - Ch' agli occhi temperava il nuovo giorno. Senza più aspettar lasciai la riva, Prendendo la campagna lento lento Su per lo suoi che d' ogni parte oliva. Un'aura dolce, senza mutamento Avere in sé, mi feria per la fronte Non di più colpo che soave vento; Per cui le fronde, tremolando pronte, Tutte quante piegavano alla parte U
Stranica 202 - RICORDITI, lettor, se mai nell' alpe Ti colse nebbia, per la qual vedessi Non altrimenti, che per pelle talpe ; Come, quando i vapori umidi e spessi A diradar cominciansi, la spera Del sol debilemente entra per essi ; E fia la tua imagine leggiera In giugnere a veder, com' io rividi Lo sole in pria, che già nel corcare era.
Stranica 363 - Piacer, quanto le belle membra in ch' io Rinchiusa fui, e sono in terra sparte : E se il sommo piacer sì ti fallio Per la mia morte, qual cosa mortale Dovea poi trarre te nel suo disio ? Ben ti dovevi, per lo primo strale Delle cose fallaci, levar suso Diretro a me che non era più tale.
Stranica 213 - Sì che l' animo ad essa volger face. E se, rivolto, in ver di lei si piega, Quel piegare è amor, quello è natura Che per piacer di nuovo in voi si lega. Poi come il foco movesi in altura, Per la sua forma ch...
Stranica 134 - 1 tuo valore da ogni creatura, com'è degno di render grazie al tuo dolce vapore. Vegna ver noi la pace del tuo regno, che noi ad essa non potem da noi, s'ella non vien, con tutto nostro ingegno. Come del suo voler gli angeli tuoi fan sacrificio a te, cantando ' Osanna ', cosi facciano gli uomini de
Stranica 351 - Io vidi già nel cominciar del giorno La parte orientai tutta rosata, E l'altro ciel di bel sereno adorno, E la faccia del Sol nascere ombrata...
Stranica 195 - Esce di mano a Lui che la vagheggia, Prima che sia, a guisa di fanciulla Che piangendo e ridendo pargoleggia, L'anima semplicetta che sa nulla, Salvo che, mossa da lieto Fattore, Volentier torna a ciò che la trastulla.
Stranica 104 - A' miei portai l'amor, che qui raffina. O, dissi lui, per li vostri paesi Giammai non fui: ma dove si dimora, Per tutta Europa, ch'ei non sian palesi ? La fama, che la vostra casa onora, Grida i signori e grida la contrada, Sì che ne sa, chi non vi fu ancora. Ed io vi giuro, s'io di sopra vada, Che vostra gente onrata non si sfregia, Del pregio della borsa e della spada.

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