Le rime, Opseg 1

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Vitarelli, 1811
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Stranica 155 - I' l'ho più volte (or chi fia che m'il creda ?) Ne l'acqua chiara e sopra l'erba verde Veduto viva, e nel troncon d'un faggio, E 'n bianca nube, sì fatta che Leda Avria ben detto che sua figlia perde, Come stella che '1 sol copre col raggio...
Stranica 25 - E non ci vedess' altri che le stelle, Sol una notte ! e mai non fosse l'alba, E...
Stranica 7 - io movo i sospiri a chiamar voi , E '1 nome che nel cor mi scrisse Amore; LAUdando s' incomincia udir di fore II suon de...
Stranica 70 - 1 sol volge le 'nfiammate rote per dar luogo a la notte, onde discende da gli altissimi monti maggior l'ombra, l'avaro zappador l'arme riprende, e con parole e con alpestri note ogni gravezza del suo petto sgombra; e poi la mensa ingombra di povere vivande, simili a quelle ghiande le qua' fuggendo tutto '1 mondo onora.
Stranica 88 - 1 giorno e '1 mese e 1' anno E la stagione e '1 tempo e 1' ora e '1 punto E '1 bel paese e '1 loco ov...
Stranica 236 - Dolci ire , dolci sdegni , e dolci paci , Dolce mal , dolce affanno , e dolce peso , D,olce parlar , e dolcemente inteso , Or di dolce ora , or pien di dolci faci . Alma , non ti lagnar : ma soffri e taci , E tempra il dolce amaro che n'ha offeso Col dolce onor che d'amar quella hai preso, A cu...
Stranica 190 - Quando un cor tante in sé virtuti accolse? Benché la somma è di mia morte rea ! Per divina bellezza indarno mira chi gli occhi di costei giammai non vide come soavemente ella gli gira. Non sa come Amor sana e come ancide chi non sa come dolce ella sospira, e come dolce parla e dolce ride.
Stranica 151 - 1 nostro ferro mise. Or par, non so per che stelle maligne, Che '1 Cielo in odio n'aggia; Vostra mercè, cui tanto si commise: Vostre voglie divise Guastan del mondo la più bella parte.
Stranica 102 - O poggi, o valli, o fiumi, o selve, o campi, O testimon de la mia grave vita; Quante volte m'udiste chiamar morte ! Ahi dolorosa sorte ! Lo star mi strugge, e '1 fuggir non m'aita.
Stranica 143 - Coverta già dell' amoroso nembo. Qual fior cadea sul lembo, Qual su le trecce bionde, Ch' oro forbito e perle Eran quel dì a vederle; Qual si posava in terra, e qual su l' onde; Qual con un vago errore Girando, parea dir: qui regna Amore. Quante volte diss' io Allor pien di spavento : Costei per fermo nacque in Paradiso!

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