Commento alla Divina commedia de Dante Alighieri, Opseg 2

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Tipografia Giachetti, 1899
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Stranica 116 - Quand' io, che meco avea di quel d' Adamo, Vinto dal sonno, in su I' erba inchinai Là 've già tutti e cinque sedevamo. Nell' ora che comincia i tristi lai La rondinella , presso alla mattina , Forse a memoria de' suoi primi guai ; E che la mente nostra , pellegrina Più dalla carne e men da...
Stranica 245 - , disse, « ver me l'agute luci de lo 'ntelletto, e fleti manifesto l'error dei ciechi che si fanno duci. L'animo, ch'è creato ad amar presto, ad ogni cosa è mobile che piace, tosto che dal piacere in atto è desto. Vostra apprensiva da esser verace tragge intenzione, e dentro a voi la spiega, sì che l'animo ad essa volger face; e se, rivolto, inver di lei si piega, quel piegare è amor, quell'è natura che per piacer di novo in voi si lega.
Stranica 81 - Cesare mio, perchè non m' accompagne? Vieni a veder la gente quanto s'ama; E se nulla di noi pietà ti muove, A vergognar ti vien della tua fama. E , se licito m' è : o sommo Giove Che fosti in terra per noi crocifisso, Son li giusti occhi tuoi rivolti altrove?
Stranica 410 - Ch' ogni lingua divien tremando muta, E gli occhi non ardiscon di guardare. Ella sen va, sentendosi laudare, Benignamente d' umiltà vestuta;3 E par che sia una cosa venuta Di cielo in terra a miracol mostrare.
Stranica 373 - Lasciasser d' operare ogni lor arte ; Ma con piena letizia 1" ore prime, Cantando, ricevean intra le foglie, Che tenevan bordone alle sue rime, Tal, qual di ramo in ramo si raccoglie Per la pineta, in sul lito di Chiassi, Quand' Eolo Scirocco fuor discioglie.
Stranica 43 - Cosenza, che alla caccia Di me fu messo per Clemente, allora Avesse in Dio ben letta questa faccia, L' ossa del corpo mio sarieno ancora In co del ponte presso a Benevento, Sotto la guardia della grave mora. Or le bagna la pioggia e move il vento Di fuor del Regno, quasi lungo il Verde, Dov' ei le trasmutò a lume spento.
Stranica 79 - ... ed ora in te non stanno senza guerra li vivi tuoi, e l'un l'altro si rode di quei che un muro ed una fossa serra. Cerca, misera, intorno dalle prode le lue marine, e poi ti guarda in seno, s' alcuna parte in te di pace gode.
Stranica 8 - Velando i pesci ch' erano in sua scorta. Io mi volsi a man destra, e posi mente All' altro polo, e vidi quattro stelle Non viste mai fuor che alla prima gente. Goder pareva il ciel di lor fiammelle. O settentrional vedovo sito, Poiché privato sei di mirar quelle ! Com...
Stranica 419 - O isplendor di viva luce eterna ! Chi pallido si fece sotto l'ombra Si di Parnaso, o bevve in sua cisterna, Che non paresse aver la mente ingombra Tentando a render te qual tu paresti Là dove armonizzando il ciel t'adombra, Quando nell'aere aperto ti solvesti?
Stranica 146 - Vegna ver noi la pace del tuo regno, ché noi ad essa non potem da noi, s'ella non vien, con tutto nostro ingegno. Come del suo voler gli angeli tuoi fan sacrificio a te, cantando ' Osanna, ' cosi facciano gli uomini de

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