La Divina commedia: Il Purgatorio

Naslovnica
Unione Tipgrafico-Editrice Torinese, 1921
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Popularni odlomci

Stranica 187 - Lume v' è dato a bene ed a malizia, E libero voler che, se fatica Nelle prime battaglie col ciel dura, Poi vince tutto, se ben si notrica.
Stranica 67 - Vieni a veder la tua Roma che piagne, Vedova e sola, e dì e notte chiama : ' Cesare mio, perchè non m' accompagne ? Vieni a veder la gente quanto s' ama ; E se nulla di noi pietà ti move, A vergognar ti vien della tua fama.
Stranica 195 - Avete il Vecchio e il Nuovo Testamento, E il Pastor della Chiesa che vi guida: Questo vi basti a vostro salvamento.
Stranica 397 - Diretr' a me, che non era' più tale. Non ti dovea gravar le penne in giuso Ad aspettar più colpi, o pargoletta, O altra vanità con sì breve uso. Nuovo augelletto due o tre aspetta : Ma dinanzi dagli occhi de' pennuti Rete si spiega indarno, o si saetta.
Stranica 188 - ... l'anima nostra, incontanente che nel nuovo e mai non fatto cammino di questa vita entra, dirizza gli occhi al termine del suo sommo bene, e però qualunque cosa vede, che paia avere in sé alcun bene, crede che sia esso. E perché la sua conoscenza prima è imperfetta, per non essere sperta, né dottrinata, piccioli beni le paiono grandi; e però da quelli comincia prima a desiderare.
Stranica 242 - Veggio in Alagna entrar lo fiordaliso E nel vicario suo Cristo esser catto.
Stranica 386 - Che drizzan ciascun seme ad alcun fine. Secondo che le stelle son compagne; Ma per larghezza di grazie divine. Che si alti vapori hanno a lor piova, Che nostre viste là non van vicine; Questi fu tal nella sua vita nova Virtualmente, ch'ogni abito destro Fatto averebbe in lui mirabil prova.
Stranica 396 - Piangendo dissi : Le presenti cose Col falso lor piacer volser miei passi, Tosto che il vostro viso si nascose.
Stranica 387 - Quando di carne a spirto era salita, e bellezza e virtù cresciuta m'era, fu' io a lui men cara e men gradita; e volse i passi suoi per via non vera, imagini di ben seguendo false, che nulla promission rendono intera.
Stranica 130 - E lì, per trar l' amico suo di pena Che sostenea nella prigion di Carlo, Si condusse a tremar per ogni vena. Più non dirò , e scuro so che parlo ; Ma poco tempo andrà che i tuoi vicini Faranno sì che tu potrai chiosarlo. Quest' opera gli tolse quei confini 2.

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