Storia delle belle arti in Italia, Opseg 3

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Le Monnier, 1869
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Stranica 355 - Fiorenza, dentro dalla cerchia antica, Ond' ella toglie ancora e terza e nona, Si stava in pace, sobria e pudica. Non avea catenella, non corona, Non donne contigiate, non cintura Che fosse a veder più che la persona. Non faceva, nascendo, ancor paura La figlia al padre, chè il tempo e la dote Non fuggìan quinci e quindi la misura. Non avea case di famiglia vote; Non v' era giunto ancor Sardanapalo A mostrar ciò che in camera si puote.
Stranica 355 - O fortunate ! e ciascuna era certa Della sua sepoltura, ed ancor nulla Era per Francia nel letto deserta. L' una vegghiava a studio della culla, E consolando usava l' idioma, Che pria li padri e le madri trastulla : L' altra traendo alla rocca la chioma, Favoleggiava con la sua famiglia De' Troiani, e di Fiesole, e di Roma.
Stranica 396 - Nota non pure in una sola parte, Come Natura lo suo corso prende Dal divino Intelletto e da sua arte : E se tu ben la tua Fisica note, Tu troverai non dopo molte carte, Che 1' arte vostra quella, quanto puote, Segue, come il maestro fa il discente, SI che vostr
Stranica 355 - A così riposato, a così bello Viver di cittadini, a così fida Cittadinanza, a così dolce ostello, Maria mi die', chiamata in alte grida, E nell' antico vostro Batisteo Insieme fui cristiano e Cacciaguida.
Stranica 434 - Turpe etiam illud est, contentum esse id consequi quod imiteris. Nam rursus quid erat futurum, si nemo plus effecisset eo quem sequebatur?
Stranica 353 - Quegli ch' usurpa in terra il luogo mio, II luogo mio, il luogo mio che vaca Nella presenza del Figliuol di Dio, Fatto ha del cimiterio mio cloaca Del sangue e della puzza, onde 'l perverso Che cadde di quassù laggiù si placa'. Di quel color che per lo sole avverso Nube dipinge da sera e da mane, Vid...
Stranica 355 - Berti vid' io andar cinto Di cuoio e d' osso, e venir dallo specchio La donna sua senza il viso dipinto; E vidi quel de' Nerli e quel del Vecchio Esser contenti alla pelle scoperta, E le sue donne al fuso ed al pennecchio.
Stranica 378 - Non è il mondan rumore altro che un fiato Di vento, ch'or vien quinci ed or vien quindi E muta nome, perchè muta lato 35 Che fama avrai tu più , se vecchia scindi Da te la carne, che se fossi morto Innanzi che lasciassi il pappo e il dindi, 36 Pria che passin mill...
Stranica 417 - ... l'ago, guardando fissamente nella cruna, agitata dalla sua mano malferma. Possiamo ben applicare a Dante un verso di Dante : « Non vide me' di me chi vide il vero ». Le due nuove similitudini sono d'una verità sorprendente, e se la prima ricorda qualche passo analogo di Virgilio, il nostro poeta l'ha rinfrescata, come suole, ritraendola ad una più semplice e più immediata realtà. Nulla v'è in queste similitudini che non sia necessario, nulla di puramente...
Stranica 309 - Stato sono le sue tenere e parentevoli carezze. Per il che certo sono che, se la Tirannia potesse le sue voci formare e le sue parole mandar fuori, ella tutta lieta e tutta festante direbbe: «Veramente è costui della schiera mia; veramente è costui de

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