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Il Manzioli non assegna epoca alcuna a S. Niceforo, e l' Ughelli nell' Italia Sacra Tomo V dice, che s'ignorano di esso ed il tempo in cui visse, e le gesta del medesimo, ponendolo tra gli anni 680, e 935. Il canonico di Lubiana Schönleben negli annali della Carniola pag. 290, senza fondamento alcuno vi assegna l'anno 500, citando il Manzioli, il quale nulla di ciò asserisce ; così pure, coll'autorità stessa, coll'autorità stessa, tutta ne stravolge a capriccio la storia. Fra Ireneo dalla Croce p. 438. non indica il tempo; ed il Costanza (Series Episcop. Petin. MS.) confondendo S. Niceforo martire col nostro vescovo vi pone ľ epoca dello Schönleben.

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Sulla parete del muro del vescovato di Pedena nell' interno cortile, e sopra la porta del medesimo incisa in pietra, io vidi, e trascrisi la seguente epigrafe, il cui mil

1. II.) È singolare che il Marenzi ignorasse questa edizione; ma più ancora, che le Vite di detti santi, date da quel vescovo, come cosa nuova, siano le stesse, parola per parola, quali le stampò in itaJiano il Manzioli 28 anni prima del Marenzi.

lesimo sembra qual è segnato, mentre il secondo numero è alquanto corroso.

N. C. E. P. H. E. R. P. 1324.

Questa epigrafe nomina un Niceforo e nella lettera P. un vescovo, inancando nella corrosione la lettera E., cioè Episcopus. Potrebbesi, forse con questo appoggio, con più ragione assegnare l'anno all'incirca 1324 per l'epoca di S. Niceforo; tanto più che in quel tempo il dominio de' patriarchi di Aquileja sopra i vescovi era estesissimo, come più documenti ci convincono, e poteva benissimo stare la citazioue fatta a quella corte, come saremo per osservare.

Un'altra riflessione ancora su di ciò io farò, appoggiata alla storia, per cui vedremo, che nè l'epoca schönlebiana del 500, nè le incerte tra il 680 e 933 dell'Ughelli possono convenire a S. Niceforo.

Abbiamo dalla Cronaca del Dandolo (lib. 5 cap. 6) che verso il 480, dacchè Aquileja fu distrutta dagli Unni, i patriarchi di Aquileja si ritiravano a Grado, ove per

lo più risiedevano per timore delle continue incursioni de' barbari; e che Paolino intimorito ancor più dall'arrivo de' longorbardi, i quali guidati dal loro duca Alboino, calavano verso l'Italia, trasportò nel 565 in quell'isola il tesoro della chiesa di Aquileja, e vi stabili la sua sede; la quale finalmente sotto il patriarca Elia nel 580, con decreto del sinodo colà radunato, di unanime consenso, fu fermamente fissata in Grado, chiamandola Nuova Aquileja, capo e madre della Venezia, e dell'Istria.

Ad Elia successe Severo, per la morte del quale dai vescovi della Venezia e dell' Istria, soggetti all' impero d'Oriente, venne eletto nel 605 Candiano in patriarca di Grado; e con nuovo esempio, in Aquileja, soggetta ai longobardi, per istigazione de' medesimi, da quel clero si elesse Giovanni in pseudo-patriarca di Aquileja; e con ciò si videro contemporaneamente due patriarchi; quello di Aquileja, che aveva per suffraganei i vescovi del regno Lombardo; e quello di Grado avente i vescovi della Venezia, ossia dell' estuario, e dell' Istria,

la quale co' suoi vescovi fu soggetta al patriarca di Grado sino all' anno 1180, in cui definitivamente con un concordato tra i due patriarchi, Enrico Dandolo di Grado, ed Odorico di Aquileja, sanzionato dal pontefice Alessandro III., che si attrovava allora in Venezia per gli affari del Barbarossa passarono i vescovati dell' Istria sotto la dipendenza dei patriarchi di Aquileja.

Posto ciò, e considerato che nulla è più incerto del tempo della fondazione dei vescovati nell' Istria, e che insussistente affatto è la circostanza del racconto di S. Niceforo martire, per cui Pedena fosse la quinta sede eretta da Costantino il grande, e da ciò Pentapolis, e Petina si dicesse, come si vedrà nella mia opera dell'Istria Sacra, trattando di quella cattedra, quando sarà resa pubblica, se Dio mi darà salute, e vita di poterla compire; diremo che il primo vescovo di Pedena, a noi cognito, è Marciano sottoscritto al sinodo di Grado del 580; nè esservi ragione di stabilire S. Niceforo, senza alcun fondamento, all'anno 500, come sognò di farlo lo Schönleben.

Nè S. Niceforo può appartenere ai secoli seguenti sino al 1180, mentre le sedi istriane erano dipendenti, sino a quell'anno, dal patriarca di Grado; e perciò non sarebbe stato citato S. Niceforo in Aquileja, ma in Grado dal metropolita da cui dipendeva; nè per conseguenza avrebbe fatto il viaggio per terra, come narra l' istoria di esso, ma l'avrebbe fatto per mare necessariamente, dovendosi portare in quell'isola situata nel

mare.

Cancellati pertanto fondatamente tutti questi anni, ed essendo i vescovi dell'Istria dipendenti dal patriarca di Aquileja dal duodecimo secolo, nel quale esso patriarca era non solo il metropolita dell' Istria nelle cose spirituali, ma n' era eziandio il principe e sovrano temporale; ed essendo stato chiamato S. Niceforo alla corte di quel patriarca, dobbiamo ragionevolmente, seguendo le traccie della di lui storia, e della tradizione, assegnargli un' epoca posteriore all' anno 1200; quindi trovando questa lapida in quel vescovato incisa col nome di un Niceforo vescovo nell' anno circa 1324; nè es

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