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natamente dalla stessa testimonianza del Muzie ciò non è dimostrato, per cui gli si può dire giustamente mentiris in gutture tuo. Esaminiamone i testi.

Nella lettera 23 settembre 1548 diretta alla città di Capodistria dice, che G. B. vescovo di Pola mori senza confessarsi, senza communicarsi, e SPREZZATA la ultima untione, con scandalo universale di quella città. Sin qui non vi ha testimonio alcuno che affermi questo disprezzo. Se il Muzio ne avesse avuti, certamente che non li avrebbe ommessi, ed avrebbe citato in prova od il medico di cura, o qualche religioso, od altra persona; ma non avendone portato alcuno in allora, come non nè potè di seguito trovarne in avvenire, mentre in tutte le di lui opere non se ne scorgono, dobbiamo conchiudere che questa espressione di disprezzo è una semplice asserziouna vaga diceria, o forse, con qualche ragione, una malignità del Muzio; e che la morte di G. B. senza sacramenti sia stata una morte eventuale, come casualmente ne succede in tant' altri, la quale dal Mu

ne,

zio è stata avvelenata colla parola disprezzo per caricare l'argomento.

Ma chiaramente ancora ciò apparisce dalla lettera scritta al cardinale di Napoli nel 1554, cioè sei anni dopo la morte di G. B. In questo sessenio, sappia il cielo, quanto studio facesse il Muzio per comprovare questo fatto, mentre voleva che si atterrasse il di lui sepolcro, e gettassero le Ossa; eppure non potè altro ritrovare che quanto ne disse Pietro Paolo l'apostata nella sua abjura dalla cattolica fede, sei anni dopo la morte di G. B. Dice adunque il Muzio nella detta lettera a lungo già portata, che G. B. si mort in Capodistria senza i sacramenti della penitenza, et della estrema untione, CON DISPRezzo di tutte le cerimonie, e consuetudini della chiesa; dice poi che la cosa è pubblica in Capodistria, della quale pubblicità abbiamo già parlato poscia richiama ciò che disse nelle indicate Vergeriane, e soggiunge, io ne ho una NUOVA autentica testimonianza del Vergerio vivo, cioè Pietro Paolo: ma è falso che questa testimonianza dell' apostata TOMO I.

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Vergerio sia una nuova testimonianza, perchè anzi questa è la sola ed unica testimonianza, che il Muzio ha potuto ritrovare nel corso di sei anni, a carico di G. B., per cui il tutto si riduce a quest' unico e solo testimonio.

Vediamo adunque che cosa dice quest' unica testimonianza, e trascriviamo il periodo, quale lo porta il Muzio stesso. Se bene io aveva dice Pietro Paolo, gli occhi di tutta la città di Capodistria, anzi di tutta la Istria addosso... io arditamente... non solo non volli ricordar mai a mio fratello confessione auriculare, et untione estrema, ma è vero, che io diedi commiato a frati, et che io non ordinai che si havesse a dir messa alcuna, et feci far le esequie meno imbrattate che potei. Questa autentica testimonianza non prova, come pretese il Muzio, che G. B. morì con disprezzo de sacramenti, e con disprezzo di tutte le cerimonie e consuetudini della chiesa, ma evidentemente dimostra, che fu Pietro Paolo l'apostata, il quale quantunque avesse adosso gli occhi di tutta l'Istria, non

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volle ricordar mai a suo fratello confessione auriculare, nè estrema untione, e ch' egli diede commiato ai frati, perchè non gliela ricordassero. È falso adunque che G.B. morì collo sprezzo de' sacramenti. La parola 10 per ben quattro volte ripetuta zo da Pietro Paolo, fa vedere ch' egli solo fu l'autore di questo sinistro avvenimento, e che G. B. n'è affatto immune; nè avendo voluto Pietro Paolo ricordare al fratello i sacramenti, ed anche avendo allontanato i frati perchè nol facessero, la morte senza sacramenti di G. B. tutta si deve a Pietro Paolo, e non può attribuirsi in modo alcuno a G. B., e molto meno potrà dirsi che morto sia col disprezzo de' sacramenti. Par incredibile, che il Muzio dotto ed illustre letterato sia stato cotanto reso cieco da non conoscere la stranezza dell'applicazione di questo passo, attribuendo a G. B. ciò che tutto è dovuto all' apostata Pietro Paolo; e produrre una testimonianza la quale stessa apertamente lo smentisse.

Anzi da questo stesso passo, e da questa testimonianza giudicar dobbiamo, che G.

B. morì cattolico, per quanto umanamente estender si possa l' umano giudizio, mentre Dio solo vede il cuore degli uomini.

Pietro Paolo dice io non volli ricordar mai a mio fratello confessione auriculare, et untione estrema, et io diedi commiato a frati; e per qual motivo tutto ciò? È chiaro il conoscerlo: perchè se P. P. avesse ricordati i sacramenti al fratello, essendo G. B. cattolico se ne avrebbe munito ma P. P. bramando che morisse il fratello senza sacramenti, non solo non ha voluto mai ricordarglieli, ma allontanò anche i frati, essendo certo, che questi ricordando a G. B. i doveri di religione, li avrebbe soddisfatti: dunque dobbiam ritenere umanamente che G. B. sia morto cattolie non eretico.

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Ecco pertanto che possiam dire all'apostata P. P. ex ore tuo te judico, e col suo stesso scritto dichiararlo un mentitore, mentre se fosse stato vero, com' egli disse, che suo fratello G. B. era dei medesimi sentimenti di lui, che aprese con tutti gli spiriti quella dottrina, che la facesse gagliar

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