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1550

stria.

148. Carli Domenico vescovo del Zan- da Capodite e di Ceffalonia, abbiamo dal Waddingo all'anno 1550. Esso fu dell'ordine serafico de minori conventuali della provincia di S. Antonio , e del convento di S. Maria Gloriosa , ossia dei Frari di Venezia. Il Waddingo non indica qual fosse la di lui patria, come neppure il Corner ( Ecclesiæ Venetæ Tom. VI., ossia Decade nona e decima

pag. 296).

Per essere l'Istria compresa nella provincia di S. Antonio, ed essendo la famiglia Carli illustre, e patrizia di Capodistria; ed avendo dati la medesima varii distinti soggetti, de' quali si parla nella presente Biografia ; abbiamo giudicato ch' esser possa della famiglia stessa, e quindi istriano.

149. PERCICO Pietro da Portole fu vescovo di Socovia, come dice il Manzioli nelle Descrizione dell'Istria pag. 53. 150. BARBABIANCA Matteo da Capodi

da Capodistria, di nobile ed antica famiglia di quella città, giovine passò a Roma, ove dimorò ben 'accetto ai porporati Farnese , Savelli, e Gambara ; poscia dal pontefice Pio V.

1560 da Portole,

1566

stria,

1573 di Trieste,

fu eletto al vescovato di Pola nel 1566, ove dopo aver governata quella diocesi per anni 16 con zelo pastorale, preso da febbre ardente , cessò di vivere nel 1582 presso quella città, come dall' epigrafe posta sul di lui sepolcro in quella cattedrale. Naldini pag. 145.

151. RAPICCIO Andrea, dottore in ambe le leggi , vescovo di Trieste sua patria , era di una nobile ed antica famiglia di quella città, detta anche Ravizza e Ravizzia, dalla quale sortiron o più uomini illustri in armi e dignità, contandosene altri due vescovi col nome di Enrico: l'uno del 1200 e l'altro del 1300.

Andrea nella sua prima gioventù studiò la lingua latina, l'umanità, e la poesia in Capodistria , ed ebbe a precettore Ambrogio Febeo da Pirano, condotto pubblico professore di belle lettere in quella città nel 1520 per

la morte di Palladio Fosco. Il nostro Rapiccio nel suo poema dell'Istria p. 15 ed. di Pavia, con tenera riconoscenza ne rammenta le doti di Ambrogio, l' educazione ricevuta, e dolente ne piagne la morte,

la

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Andais Rapierus puise (weợc c. Ziá .....

nene in Patria vublativo 1.37.3.

26 NENO

quale, com'egli dice, rattristò tutta l' Istria, del che si osservi l'articolo Febeo. Passò in Padova allo studio delle leggi, ed ivi ottenne la laurea in ambidue i diritti. Nell' 1556 lo vediamo a Vienna, nè con altro titolo si scorge, se non con quello di giurisconsulto, come nella dedica dell'indicato poema a Sigismondo Herberstein prefetto del regio fisco (a).

In qual epoca ottennesse gli impieghi distinti alla cesarea corte noi lo ignoriamo. Da varj documenti originali, esistenti presso il signor Alvisio, ultimo superstite di quella famiglia, da gran tempo traslocata in Pisino, troviamo alcune notizie di esso. Dalla

(a) Il sig. dott. Pietro Kandler editore del poema colla stampa di Pavia dice nella prefazione, che questo poemetto fu stampato in Vienna nel 1546. Il dottore Matteo Ceruti di lui avo riporta la stessa epoca nella traduzione italiana del detto poema. La dedica pero dell'anno 1556 al sig. Herber-Stein dimostra l'errore della stampa, mentre la dedica è posteriore all'epoca della stampa di dieci anni , cosa che non può aver luogo , quindi la stampa e la dedica sarà seguita nel 1556.

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