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le Almuzie, fu posta la seguente lapida in testimonio di stima, e riconoscenza. Ughelli 255 T. V. Naldini p. 149.

p.

VIGILANTIA. DOCTRINA. FAMILIA. TER. MAGNO

QVI. STATIM. AC. ECCLESIÆ. SPONSVS

PRONVBO. CLEM. X. CONSTITVTVS. EST FAECVNDA. PROLE CHARITATIS PATER

ANNOS.

IACOBO. BRVTO

EPISCOPO EMONIENSI

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AD CAELI

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CLERVM. SANCTISS. SINOD. CONSTITVTIONE

NEC . NON. VIVA. EXEMPLI LEGE

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EVASIT

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CEV PHENIX GENTILITIA

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NORMAN DIREXIT

VIXIT. HEV NIMIVM. BREVES LI

SI. ENVMERAS. CESTA. SAECVLA CREDES

QVI. SACRI. AMORIS. IN. ROGO

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PAVPERVM

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CANONICI BVLEARVM. ALMVTIAE . JVRE

· DEO. REVIXIT

EIVS. OPERA. DECORATI

OBSEQVII . MONVMENTVM PRAESVLI. MERITISS.

POSVERE. ANNO. M.DC.LXXX.

1639

159. GLAVINICH DE GLAMOTSCH SVOGER di Pedena. Sebastiano da Pedena,. dice il Farlati, che nacque da una sorella del P. Francesco Glavinich minor riformato, dotto e distinto soggetto, di cui si parla al capitolo de' Letterati, e che assunse il cognome di Glavinich per venerazione ed affetto che nutriva per il zio pad. Francesco; ma dall' epigrafe che segue è convinto di errore il Farlati, mentre suo padre era Niccolò Glavinich, e sua madre Margarita Vellian da Bogliuno. Fu egli segretario, consigliere e cappellano perpetuo dell'imperatore Leopoldo I., ed assistente alla legazione di Moscovia. Dall' imperatore suddetto nel 1690 fu fatto vescovo di Segna, e nell'anno 1696 fece costruire a' suoi genitori un sepolcro, che si osserva nell'ex-cattedrale di Pedena, ove leggesi la seguente epigrafe:

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Il tempo della di lui assunzione a quella cattedrale l'abbiamo dagli atti concistoriali del pontefice Alessandro VIII: 1690 8 maji providit eccles. Segnien. et Modrusien. simul unitis, vacanti per obitum Dimitri, de persona Sebastiani Glavinich habentis omnia etc. quoad Segniens. ad nominationem sacr. cæs. majestatis uti regis Hungariæ, quo vero ad Modrusien. libere dispositionis sedis apostolicæ. Essendo il vescovato di Segna suffraganeo del metropolita

di Strigonia da qualche tempo, cercò il nostro Glavinich di passare alla dipendenza di quello di Spalatro, antico e legittimo metropolita di Segna. Umiliò all' imperatore un ricorso articolato in trentadue capi, che si riporta dal Farlati, contro i conti Zrinii, e le autorità relative per diminuzione ed usurpi de' redditi ecclesiastici, e perturbata giurisdizione, spezialmente nel castello di Buccari. Esercitò mai sempre, quall'ottimo pastore, tutto il suo zelo a ricuperare e difendere i diritti ed i beni della sua chiesa; soffri a quest' oggetto molte vessazioni, per le quali afflitto e colmo di anni passò agli eterni riposi nel principio dell'anno 1699. (Farl. Illy. Sac. T. IV. p. 147 ).

De' suoi talenti letterarii ne abbiamo un saggio ne' due epigrammi latini posti in fronte al dizionario Latino-Slavo, e Slavo-Latino del padre Bélloszténëcz, fatti dal Glavinich prima che fosse vescovo, e dalla sottoscrizione si conosce con precisione la di lui patria. Questo dizionario è un'opera stampaa postuma in Zagabria nel 1711 in 4,° grossissimo. Per conservare quest' unico frammnen

to letterario che ho potuto scoprire di questo dotto istriano, ho creduto convenevole di qui trascriverlo:

IN. GAZOPHYLACIVM

ADMOD. REVERENDI

PATRIS FRATRIS

IOANNIS . BÉLLOSZTÉNÉCZ

ORDINIS . S. PAVLI. PRIMI. EREMITAE. PRESBYTERIS ET. COGNOMEN EIVSDEM •

CANDIDAM. PETRAM. ILLYRICE, SIGNIFICAT

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DE EODEM

QVOD

Saxea Thebai, quo starent mænia Civis
Plurima sunt molli saxa coacta lyrâ.

Illyrii, Latiique soli quô Regna perennent, UNICA, tu calamo moenia, PETRA, struis.

Cum celent alia fibris æratia Petræ,

Tu solus pleno gurgite promis opes.
An non vivificam, merito te dixero Petram
Vivere, qui linguæ dona sepulia, facis ?

Ita accinuit

Observantiæ, et æternæ memoriæ ergo
SEBASTIANUS GLAVINICH

Istrianus Petinensis, Sacr. Cæs. Regiæque
Cathol. Majestatis Saeellanus.

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